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Digitalizzazione delle PMI, svolta in Italia!

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Più di un anno fa ti dissi di come sarebbero cambiate le aziende in Italia con la pandemia. A distanza di ben quattordici mesi ecco le prove inconfutabili di come, effettivamente, il Covid ha dato ragione a chi vedeva in lui anche un’opportunità oltre che un problema. La pandemia ha avviato una rivoluzione, aiutando la digitalizzazione delle PMI, anche se un’impresa su tre di esse risulta essere ancora restia al momento di investire ulteriormente.

Ben il 54% delle nostre aziende ritiene di aver effettivamente raggiunto un livello digitale più alto durante la pandemia, con cambiamenti significativi. Ma come è stato possibile, in quale maniera?

Digitalizzazione delle PMI, ma in quale maniera?

Innanzitutto più strumenti tecnologici per i dipendenti, con una maggiore predisposizione a usarli effettivamente. Questo ha accompagnato anche un’importante convinzione che effettivamente la digitalizzazione rende più competitivi, sia offline che, ovviamente, online. Non ci sono molti dubbi riguardo il fatto che i benefici maggiori siano da attribuirsi soprattutto alle presenze online, sotto forma di sito internet, sempre diverso a seconda di quello che è il business, e dei Social Media.

Volendo raggruppare le PMI in digitale italiane per livello di digitalizzazione e status, si potrebbe riassumere il tutto in questa maniera.

  • Piccole e medie imprese al primo approccio con il mondo del digitale. L’Italia è in testa a questa speciale classifica europea. Piccole aziende abbastanza giovani, che quindi avrebbero potuto anche approcciarsi prima con l’online, che puntano soprattutto sul commercio online all’ingrosso e al dettaglio.
  • Aziende che hanno rinnovato la loro presenza digitale. I settori più interessati sono quelli alberghiero, della ristorazione, dell’assicurazione, della finanza e dell’amministrazione.
  • PMI che investono in macchinari ma scettici nei confronti delle strategie di Marketing Digitale. Moltissime aziende si mostrano reticenti davanti all’opportunità di rinnovarsi con un sito web; altre non percepiscono la forza e le prospettive che i Social Media possono offrire.
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Conclusione.

L’ultima categoria è senza dubbio quella preoccupante. Secondo i dati forniti da GoDaddy, come ampiamente previsto da me, l’Italia ha deciso di smettere di essere uno Stato e una Nazione indietro dal punto di vista digitale. In un periodo di crisi moltissimi hanno deciso di contribuire alla digitalizzazione delle PMI, diventando così più competitivi e aprendosi a nuovi mercati. Cosa che si preclude chi, ancora nel 2021, porta avanti la convinzione che avere un e-commerce e promuoverlo con i giusti Social Media siano inutili perdite di tempo. Quando si programma un sito c’è bisogno di diversi mesi affinché raggiunga un buon livello di indicizzazione, ancora più tempo è necessario perché i Social Media ti aiutino a creare un’identità di brand e a vendere. Cosa aspetta chi è ancora dubbioso su certi strumenti? Persino chi ha approfittato della pandemia per digitalizzarsi è comunque ben lontano dal traguardo del creare profitto solamente con l’online.

La tua fa parte di quelle PMI ancora distanti da un sufficiente livello di digitalizzazione o peggio ancora diffidenti nei confronti di questo mondo? Non perdere ulteriore tempo e adattati al mondo digitale.

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